Una tranquilla domenica allo Smaland

Anche nelle famiglie più anticonformiste e radical chic capita, un paio di volte l’anno, il giro all’Ikea.
Complice magari una domenica di pioggia (mai andare all’Ikea in una di quelle domeniche, perché almeno un altro milione di persone avrà avuto la tua stessa brillante idea) ti metti in macchina e, se hai dei figli, c’è un’unica parolina magica che placherà ogni loro capriccio, li trasformerà in improbabili angioletti e tuoi fedeli complici fino all’orario prestabilito: “Se fai la brava, ti porto allo Smaland“.

Che poi, pare facile. Arrivi, parcheggi nell’unico buco libero tra altri 2000 buchi occupati e trovalo tu, quell’unico buco libero, e ti dirigi allegra e baldanzosa con la tua pargoletta per mano come se nulla fosse verso l’entrata. Lì. il contatore dei numeretti ti riporta alla realtà con un sonoro ceffone: segna il numero 74 e tu hai il 135.
Vorresti poter dire “Guarda Amore mio, c’è talmente tanta fila che la mamma dovrà rifare la tinta ai capelli almeno 3 volte per coprire la ricrescita prima che riusciamo a entrare“. Ma sai che non funzionerà. Hai promesso. Lei ha fatto la brava. E una promessa è un promessa.

E quindi ti siedi buona buona sulla panchina e, di fronte a quella che ti sembra solo una provvidenziale macchinettà del caffè ti rendi conto che, in effetti, trattasi di un distributore di calzini antiscivolo. Quelli che tu, come ogni volta, hai dimenticato a casa. Ma niente panico, con soli 2Euro siori e siore la tua bambina ritrova il sorriso smarrito e anzi, riesce a occupare buona parte del tempo che vi separa dall’ingresso nel dramma dell’indecisione: quale colore sarà più appropriato per questo evento mondano senza precedenti? Rosa cipria a righe grigie oppure giallo canarino a righe bordeaux? La lasci fare e…dopo circa 10 minuti…eccola trionfante con un calzino arancione e azzurro che è un pugno in un occhio. Ma siamo all’86.

Beh, dai, non è che manchi poi molto suvvia, sono velocissimi cerchi di ripeterti come un mantra mentre gli anni migliori della tua vita e alcuni centimetri di girovita ti scivolano via tra una cinnamon roll e una spremuta che probabilmente ricorderai per una settimana tra dolori lancinanti per quanto è acida.
Ma intanto lei, bellissima e sorridente, fa colazione con un donuts al cioccolato e un succo all’albicocca. E siamo già al 99. Dai che svoltiamo e poi è un attimo.

Intorno a te orde di mamme/papà in abbigliamento improbabile berciano e urlano in tutte le lingue conosciute ad eccezione dell’esperanto e, tendenzialmente, sfogano la frustrazione di avere fatto questa sonora cazzata litigando tra loro o trattando malissimo i loro eccitatissimi bambini che, nel frattempo, si arrampicano praticamente ovunque pareti incluse avendo improvvisamente conquistato poteri che Spiderman levati. Ma se non li volevi portare allo Smaland, perché glielo hai promesso? Già, perché? 114.

Evvai, solo 20 numeri prima di noi. Cominciamo a organizzarci e decidiamo di optare per un evergreen: la pipì. Il tempo di una negoziazione stile USA/Russia sul mi scappa/nonmiscappa/guardafacciamolacheèmeglio/okmachepalle e siamo già al 122. Fila al bagno, pipì, lavaggio mani con doccia annessa perché “Mamma, tranquilla faccio io” e siamo di nuovo fuori: 133.

Presto che è tardi: compiliamo di corsa il modulo stile FBI (bravi!) necessario per parcheggiare la creatura nel tempo in cui dovrai effettuare i tuoi indispensabili acquisti ed ecco qui. Finalmente libera. Già. Ma che cosa dovevi comprare? Niente. Beh, ormai sei lì e non puoi certo rinunciare così a cuor leggero al tempo in solitudine che ti sei conquistata. Pensa pensa pensa, direbbe Winnie. Ah, ecco! Quei bei tovaglioli bianchi grandi che sono mille volte meglio di quelli del supermercato. E munita di borsa gialla ti dirigi decisa. Dopo aver girato tutta l’esposizione mobili in rigorosa fila indiana odiando chiunque ti segua o ti preceda, dopo essere scesa al mercato e aver percorso ogni metro cucina, bagno, luci, cornici e candele, casa ordine (casa ordine???? vieni a csa mia Signor Ikea!) e fino a piante e accessori da giardino arrivi alla cassa, con i tuoi 4 pacchi di tovaglioli da 1,99€ cad. e senti che sì, ne valeva davvero la pena.

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