Imposta o proposta – la dieta vegan a Torino

Leggo in questi giorni una notizia che mi lascia perplessa. La Sindaca Appendino, a Torino, vara il menu vegan un giorno al mese, nelle scuole elementari della città. Unica concessione, si legge, il parmigiano sulla pasta.
Ora, questa cosa mi fa impazzire. Sì, lo so, sarà il caldo, l’età che avanza o il fatto che sono onnivora sebbene mangi vegan più spesso di quanto mi prefigga di farlo.
Ma mi domando:

  1. Per quale motivo dobbiamo imporre una scelta alimentare a scuola, quando questo genere di scelte si compiono in famiglia e devono essere il frutto di una assunzione di consapevolezza e responsabilità da parte dei genitori? Non sarebbe più saggio e più opportuno dare a papà e mamma la possibilità di scegliere di aderire a una dieta Vegan anche un giorno a settimana e non soltanto uno al mese? O anche tutti i giorni se uno lo desidera? Ma che sia una scelta libera e non una fastidiosa imposizione?
  2. Se imponi un giorno vegan, dal momento che si tratta di un giorno al mese e che nessun bambino morirà se non mangia il parmigiano sulla pasta, perché lo devi inserire, così di vegan questo pasto non ha nulla, trasformandosi in un “banale” pranzo vegetariano?
  3. A Milano, solo l’anno scorso, per 13mila bambini quello scolastico era il solo pasto della giornata. Non penso che sia cambiato molto, purtroppo e non penso che a Torino la situazione sia tanto più rosea. Siamo sicuri che imporre scelte alimentari di questo questa sia la scelta giusta, la più necessaria?

Insomma, ho la sensazione di essere circondata da grandi saggi che sono lì con il ditino puntato a dirmi come devo / posso vivere e come è giusto e sano (secondo loro) che io faccia crescere mia figlia. Francamente mi sono anche un po’ rotta. Si fa un gran parlare della necessità di rispettare le diversità e chi mi conosce sa che su questo punto non solo sono sempre stata e sono in prima linea, ma per me nemmeno si tratta di rispetto, si tratta di conoscenza e comprensione, che sono l’anticamera del suddetto.
Mi aspetto, tuttavia, che questa conoscenza e comprensione ci siano anche dall’altra parte. Mi aspetto che nessuno mi rompa le scatole o mi giudichi se mia figlia mangia un panino col salame o se scelgo di farle mangiare pasta e ceci come avviene più che spesso per un fatto di salute e di gusto personale.

Sono consapevole di cosa significhi consumare troppe proteine animali, sia sul piano della salute dell’organismo sia sul piano della sostenibilità ambientale e ho anche i miei pensieri su come dovrebbe essere gestita la vita dell’animale destinato a diventare cibo per noi esseri umani. Ma per cortesia, anche basta. Io non mi metto certo a imporre il panino con il salame a chi è vegetariano o vegano, siete pregati di fare lo stesso.

Uno che ci insegnava come vivere lo abbiamo già avuto, più di 2000 anni fa. Diceva un sacco di cose che condivido, ma non è finito bene. Grazie.

🙂

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