3 passeggeri che incontrerai almeno una volta nella vita

Sicuramente molti di voi, come me, frequentano spesso gli aeroporti o le stazioni, due luoghi che, a mio avviso, restituiscono lo specchio della popolazione assai meglio dell’ultimo censimento Istat. Oggi voglio parlarvi delle mie 3 tipologie di passeggero preferite:

  1. L’habituè

Arriva in aeroporto giusto qualche minuto prima della chiusura del gate, in genere indossa giacca-cravatta-scarpe stringate nel caso sia un lui, tacco-tailleur o (grazie) abitino bon ton nel caso si tratti di una lei.
Superati i controlli senza un battito di ciglia, magari parlando al cellulare per ogni singolo secondo consentito, ripone in modo automatico sul nastro e senza esitazioni computer, i-pad, i-phone, kindle e la fila di vaschette è lunga quasi quanto un Frecciarossa. Non sbaglia un passaggio e, oltrepassato il detector senza nemmeno muovere l’aria, recupera il soprabito che Humphrey levati. Ma si vede che non lo fa per sé, lo sta facendo per noi. È il suo personale e tonificante show. Applausi.

2. L’ansioso

Il mio preferito. Arriva in aeroporto con 3 ore di anticipo perché non si sa mai, ha già fatto il check-in perché magari trovo fila al desk e viaggia rigorosamente con bagaglio a mano anche se sta partendo per due settimane alle Seichelles. Imbarcare il bagaglio, pfui, e se poi si perde? 
Si trova generalmente già oltre i controlli di sicurezza quando si accorge che il volo ha 6 ore di ritardo e avrebbe avuto tutto il tempo di tornare a casa, preparare una bella parmigiana di melanzane e fare il pisolino del pomeriggio ma, ovviamente, non si era fermato a verificare i monitor all’ingresso perché meglio sbrigarsi a fare il check-in.
In ogni caso meglio così, perché non si sa mai, magari poi il ritardo sparisce (sì, magari). Inutile dire che, pur avendo il posto assegnato, si posiziona al gate in pole position circa un’ora prima del boarding, sacrificando sull’altare della sua ansia le vertebre L2-L3. Ti voglio bene.

3. L’entusiasta

Non viaggia spesso. Sovente si muove in branco, specialmente quello familiare e diciamocelo, nel 99% dei casi è femmina. Si entusiasma come una bambina davanti a qualsiasi cosa, persino la restroom mamma-bimbo con il water piccolo accanto al water grande (che tra parentesi è veramente una figata quando hai bambini piccoli). Ma, soprattutto, acquista. Dio ti benedica, entusiasta, tu sì che fai girare l’economia. Qualunque cosa. Improvvisamente si apre nel suo stomaco una voragine di fame e sete irrefrenabile, oltre a una serie di bisogni ineluttabili che spaziano dalle mutande di Vitoria’s Secret (non oso immaginare l’effetto finale) fino al powerbank ultimo modello per uno smartphone che non sa usare.

Ce ne sono molti altri, di questi tipi umani, in aeroporto o alla stazione. Sono meravigliosi, sono colorati e soprattutto sono utili. A chi? A me, per esempio, che di fronte a un volo in ritardo di 1 ora li uso per scrivere inutili parole qui e rendono più divertente il mio tempo. Quindi grazie, e tu: quale tipo sei?

 

 

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